Emergenza Migranti : i nuovi interventi del Governo

a cura di Giulio Catalucci

La situazione dei migranti è già ampiamente in un contesto emergenziale, ed è per contrastare la crisi migratoria che si stanno predisponendo altre strutture per l’accoglienza. 

I quasi 300 trasferimenti di oggi da Lampedusa riportano la situazione nel centro di accoglienza dell’isola a livelli normali. La quiete però è destinata a durare poco: lo dicono le previsioni del Viminale, che parlano di 400.000 possibili – se non probabili – arrivi di migranti entro fine anno. Ed è per questo che il ministro dell’Interno lavora a un piano di emergenza che prevederebbe tra le altre cose la creazione di nuovi centri a Lampedusa e a Pantelleria. Dovrebbero anche essere potenziate le strutture per il rimpatrio degli irregolari, ovvero i cd CPR (centri di permanenza per i rimpatri), e si userà l’esercito per vigilare sulla sicurezza. Ma il governo punta forte soprattuto sul rilancio del dialogo strategico con i Paesi africani da cui avvengono le partenze. Oggi il ministro Piantedosi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo tunisino per concordare le prossime mosse. E quello di Tunisi è infatti il principale Paese dal quale sono in aumento le rotte migratorie verso l’Italia, nonostante – e questo è uno degli aspetti più interessanti e che lascia far trasparire ottimismo a Roma – sia anche lo Stato con cui le relazioni bilaterali sono più intense e sussistono accordi – necessari per il diritto internazionale – per l’effettuazione delle espulsioni dei profughi non aventi diritto dal proprio sovrano territorio nazionale. Si parlerebbe di pattugliamenti continuativi sia via terra che via mare, oltre all’aumento dell’attività di intelligence contro i trafficanti di esseri umani. 

Ma da Strasburgo arriva il monito dell’organo antitortura del Consiglio di Europa che chiede agli Stati membri di bloccare ogni respingimento ai confini. In questa direzione va comunque lo sforzo annunciato dal Viminale di potenziare i corridoi umanitari e quindi le cd “vie d’ingresso legali”.  Come ad esempio quelle che oggi hanno portato in Italia 73 rifugiati, arrivati all’aeroporto di Fiumicino, dopo essere passati dai campi profughi di Libano e Grecia.

“Siamo molto felici di poter accogliere e integrare nel nostro Paese che sono giunte tramite vie legali e in sicurezza. Sia per noi che accogliamo, che per loro che viaggiano. È questa la vera risposta ai trafficanti di essere umani”. Così afferma il presidente della comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. 

by Giulio Catalucci

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